INAPTE DU MONDE

entre folie et dèsespoir

Un giorno si guardò allo specchio e non si riconobbe, quel riflesso non era il suo. La sua fisionomia era cambiata. Allora si sedette e riflesse. Dopo un po’ di tempo iniziò a muovere in maniera spontanea dapprima la bocca, poi gli occhi, il volto intero e le mani, fino a coinvolgere tutto il corpo in quel tumulto di espressioni ed emozioni del quale non si capacitava.
Per un attimo tutta quella vanità che aveva provato negli anni verso se stesso era diventata odio, forse ribrezzo, verso un corpo che non riusciva più a riconoscere come proprio. Era completamente perso.




© Memento / @mvtthawk + @redbvrn


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